Arriva da uno dei centri più piccoli della provincia il richiamo alla politica affinché si mettano in campo azioni davvero concrete e più spinte per superare il grave momento di difficoltà economica che si è abbattuto sulle famiglie. Una recente deliberazione della Giunta comunale diventa, ad esempio, il pungolo all’applicazione di quanto previsto dalla legge regionale 15 del 2003. Quella legge, «Interventi per la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione del territorio montano», al comma 2 dell’articolo 11 – risorse energetiche, allacciamenti e tariffe – dispone che ai Comuni montani ricadenti nella zona climatica F sia riconosciuto l’esonero totale dalle imposte regionali sui combustibili da riscaldamento e che nelle zone climatiche E ed F sia riconosciuta, «con apposito regolamento emanato entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore», una ulteriore riduzione delle accise per consumi dei combustibili da riscaldamento e per quelli destinati alle attività produttive. I tre mesi previsti per l’emanazione del regolamento sono passati da un pezzo, come è evidente. E la norma fino ad oggi non sembra abbia mai trovato applicazione. Un mero esercizio di stile che oggi potrebbe rappresentare un toccasana per migliaia di famiglie, soprattutto in considerazione del fatto che la maggior parte del territorio della provincia di Isernia ricade nelle zone climatiche citate dalla legge. E a San Pietro Avellana hanno convenuto che, evidentemente, se esiste una norma questa vada applicata, almeno adesso e in considerazione del fatto che il riparto delle risorse economiche previste dal Governo e dal Parlamento in favore dei Comuni non ha preso in considerazione le fasce altimetriche e climatiche che consentono di differenziare i costi energetici in funzione dell’area nella quale si trova l’Ente e che, si legge nella delibera, «c’è il rischio concreto di “fare parti uguali tra diseguali”». La giunta comunale, presieduta dal sindaco Simona De Caprio, nella seduta del 28 ottobre scorso, ha tirato fuori dal cassetto quella legge che ha compiuto da poco 19 anni. Non solo: nella deliberazione trasmessa ai parlamentari molisani, al presidente della Regione e ai consiglieri, l’esecutivo del piccolo centro presenta il conto. Intanto, chiedendo alla Regione Molise di applicare la legge del 2003. E poi facendosi portavoce dell’allarme che vivono famiglie e imprese, tra le altre cose chiedendo di potenziare la misura del credito di imposta per la spesa sostenuta dalle imprese per l’acquisto della componente energetica, di potenziare la misura del microcredito liquidità, di individuare misure di supporto alle famiglie e ai singoli cittadini, con “bonus energia”, in base alle fasce Isee almeno fino a 30mila euro per limitare il costo dell’energia termica ed elettrica, di ridurre al 4% l’Iva sul pellet, di avviare una seria analisi su eventuali pratiche speculative e di cartello, di sostenere interventi volti alla decarbonizzazione delle aree rurali e montane, anche dando impulso a nuove filiere forestali, di ampliare la platea dei beneficiari del credito di imposta estendendolo anche alle imprese non energivore, di individuare nuove misure a sostegno dei Comuni per far fronte al caro-energia introducendo, nell’algoritmo per il riparto delle risorse anche la fascia altimetrica e climatica ove si trova l’Ente locale. E poi le richieste per tutta la parte ‘green’: definire con urgenza le misure specifiche per incentivare le comunità energetiche, l’auto-produzione di energia rinnovabile delle imprese, introdurre ulteriori semplificazioni del procedimento amministrativo per la realizzazione di sistemi di autoproduzione di energia per le famiglie e per le imprese, programmare un migliore uso degli invasi presenti sul territorio nazionale che producono energia elettrica, individuare opportunità di riduzione dei costi energetici per le imprese e gli Enti locali dei territori montani ubicati in prossimità di impianti per la produzione energetica, accelerare provvedimenti che possano favorire la rapida installazione di impianti fotovoltaici sui tetti degli immobili. Insomma, il sindaco Simona De Caprio, il vicesindaco Peppino Carlini e l’assessore Antonio Colaianni fanno da apripista al pressing delle amministrazioni che vivono le difficoltà dei territori che amministrano e non hanno affatto intenzione di arrendersi.
ls

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