È un passaggio simbolico, ma anche molto concreto: con l’apertura del foro della prima galleria il cosiddetto “Lotto Zero” entra nella fase più delicata del suo percorso, quella che segna il cuore dell’intervento destinato a ridisegnare la viabilità attorno al capoluogo pentro. Dopo anni di rinvii, ricorsi e confronti politici, il cantiere dell’opera viaria compie così un nuovo passo in avanti.
Il tracciato complessivo della variante misura circa cinque chilometri e prevede la realizzazione di due gallerie, otto viadotti e tre svincoli. L’infrastruttura collega il bivio di Pesche con il Lotto 1 della Isernia-Castel di Sangro e mira ad alleggerire il traffico che oggi attraversa l’area urbana, offrendo un’alternativa al transito dei mezzi diretti verso l’asse Isernia-Abruzzo.
L’opera resta però al centro di una frattura netta tra favorevoli e contrari. Da un lato c’è chi la considera una risposta utile agli ingorghi del traffico cittadino; dall’altro il fronte del no continua a contestarne utilità, costi e impatto ambientale, parlando di consumo di risorse pubbliche e di rischio per il territorio e per le sorgenti del territorio.
Il dibattito si è riacceso anche dopo l’ultimo incontro pubblico promosso dal Comitato No Lotto Zero all’ex Lavatoio, dove sono tornati a farsi sentire gli oppositori dell’infrastruttura, tra cui Tiziano Di Clemente e l’avvocato Alfonso Mainelli. Sullo sfondo resta la decisione del Consiglio di Stato che, all’inizio del 2025, ha accolto l’appello di Regione Molise, Arpa Molise e Anas, ribaltando lo stop disposto dal Tar e rimettendo in moto l’iter dell’opera.
Con l’apertura del primo foro, dunque, il Lotto Zero entra nella sua fase più avanzata, ma anche in quella più esposta alle polemiche. Da qui in avanti saranno i tempi del cantiere, più che le dichiarazioni, a dire se l’infrastruttura riuscirà davvero a trasformarsi in una leva di mobilità e sviluppo per il territorio.

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