Il dibattito sulla paventata realizzazione della centrale di ripompaggio Pizzone II arriva anche a Campobasso e precisamente alla Casa del Popolo di via Gioberti al civico 20: domani, 6 ottobre, alle 17.30 un’altra assemblea pubblica nel corso della potranno prendere parola tutti i cittadini, gli amministratori e i rappresentanti di enti e istituzioni. Una mobilitazione, quindi, che non è appannaggio solo di chi vive e amministra quelle porzioni di territorio che potrebbero subire danni irreparabili dalla realizzazione dell’infrastruttura progettata da Enel e il cui iter, attualmente, è sospeso. Una decisione quella di mettere in stand by l’istanza di valutazione di impatto ambientale e di incidenza (necessaria quest’ultima visto che larga parte del territorio che potrebbe essere coinvolto ricade in zone di interesse comunitario, di alto valore naturalistico oltre che afferenti al Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise) assunta proprio dalla società a seguito della valanga di osservazioni (pervenute entro i tempi ma non senza difficoltà visto che il progetto è stato protocollato il 7 agosto e molte amministrazioni lo hanno ‘scoperto’ solo alla fine del mese) e delle posizioni nettamente contrarie alla sua realizzazione. Enel quindi ha sospeso le procedure al ministero per l’Ambiente e per la Sicurezza energetica e ha scelto di andare sui territori, incontrare le amministrazioni e i cittadini per illustrare il progetto e parlarne, dichiarando anche la disponibilità a trovare nuove e più adeguate modalità che possano essere meno impattanti. Interlocuzioni già avviate, in Consiglio regionale dove si è tenuta una prima audizione con i capigruppo e anche al Comune di Castel San Vincenzo.
Ma è forte, resiste ed è sempre più marcato il no a qualsiasi ipotesi di ragionamento, ristoro, modifica. Un no che arriva dai cittadini della Valle del Volturno, da quasi tutti i Comuni coinvolti, un no che si è concretizzato anche nelle posizioni assunte da Regione Molise e Provincia di Isernia (che hanno presentato osservazioni, ndr), nella netta chiusura dichiarata dall’Ente Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise e anche dal Comune di Alfedena.
Un no che è arrivato, forte e chiaro, anche dall’abate di Montecassino e di San Vincenzo al Volturno che ha inoltrato una lettera al Presidente della Repubblica.
Un no che è la parola d’ordine anche del coordinamento unitario che nei fatti rappresenta chi – cittadini, enti e istituzioni – non intende abbassare la guardia. E a Campobasso la Casa del Popolo apre le porte ad un’altra assemblea pubblica, dopo quelle che si sono tenute a Pizzone e a Castel San Vincenzo nel mese di settembre.
«Restano fermi tre solidi e imprescindibili principi, fissati dal Coordinamento – rilanciano dalla Casa del Popolo di Campobasso -: essere fermamente contro la realizzazione del progetto Pizzone II, non essere disposti a trattare con Enel, né a raggiungere qualsiasi compromesso o mediazione; costituirsi come controparte attiva e vigile sul territorio, come coordinamento di base delle comunità abitanti e senza farci espressione di alcun tipo di interesse specifico di amministrazioni, partiti o altre organizzazioni politiche conosciute».
Proprio per discutere di tutto questo, per informare ed estendere ad entrambe le province molisane il presidio del territorio, domani il popolo del no si ritroverà a Campobasso.
Nel frattempo, è stato reso noto anche il logo che rappresenta il coordinamento No Pizzone II che ha anche una pagina Facebook attraverso la quale è possibile seguire le attività e gli appuntamenti. Votato tra varie opzioni avanzate da decine di attivisti, si legge in un post, il logo rappresenterà il coordinamento nei prossimi mesi di mobilitazione «per proteggere dai progetti dell’Enel le meravigliose montagne del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, la salute dei cittadini e la biodiversità».

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