Una riunione alla quale non sono stati ‘ammessi’: un incontro riservato, secondo quanto è trapelato, quello che i funzionari di Enel Green Power hanno avuto ieri mattina con l’amministrazione comunale di Pizzone. Una seconda puntata, pare di capire, che segue il confronto avuto a Castel San Vincenzo il 28 novembre scorso per illustrare il nuovo progetto di centrale idroelettrica di pompaggio, il Pizzone II bis, che – stando a quanto si è appreso – dovrebbe essere presentato ufficialmente al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (in luogo di quello iniziale, il cui iter al Mase è stato sospeso fino al 13 gennaio per precisa volontà di Enel) e a tutte le Istituzioni e gli enti coinvolti. In pratica, si sta per dare il via ad un nuovo iter per un nuovo progetto.
Ieri mattina, quindi, i tecnici e funzionari Enel hanno raggiunto il Comune di Pizzone ma per il Coordinamento la riunione è stata off limits: gli attivisti, invece, a Castel San Vincenzo hanno potuto assistere al confronto e quindi hanno potuto avere contezza – almeno a parole – del nuovo progetto con il quale Enel riapre la partita per la realizzazione della centrale idroelettrica.
Che di nuovo, sempre stando a quanto hanno spiegato dall’Enel, ha parecchi elementi: la nuova centrale (se mai si farà) non avrà più una potenza da 300 MW ma passerà a 150 MW, l’oscillazione del livello di invaso (che è uno degli argomenti maggiormente dibattuti per le ripercussioni sul lago di Castel San Vincenzo e sull’attrattività turistica di cui gode) passerà da 5 a due metri e mezzo, il disboscamento previsto nel primo progetto si dovrebbe abbattere quasi completamente, gli sbancamenti da un milione di metri cubi dovrebbero scendere a 600mc con il riutilizzo totale del materiale di scavo, la galleria dovrebbe essere realizzata a quota più alta rispetto alla falda, ridotte significativamente anche le aree di cantiere (che da 8 passeranno a 2), non si realizzerà un nuovo elettrodotto, non si utilizzerà esplosivo per gli scavi in galleria, l’intorbidimento delle acque dei due invasi di Montagna Spaccata e Castel San Vincenzo sarà oggetto di uno studio specifico per evitarlo e potrebbero scattare anche misure compensative (in termini di realizzazione di infrastrutture viarie, turistiche o economiche) per il Comune. Certo è che, in Molise, Castel San Vincenzo sarà il comune che maggiormente avvertirà il peso di una simile opera (molto più di Pizzone, dicono gli esperti), che vale mezzo miliardo di euro e sulla quale Enel non pare intenzionata a mollare. La società ha spiegato di aver preso in considerazione tutte le osservazioni pervenute al primo, quello attualmente sospeso, e quindi, nei fatti, avrebbe eliminato – con il nuovo – le criticità evidenziate da chi ha detto no. A partire dalla Regione per finire al Comune di Castel San Vincenzo che ha deliberato un atto ufficiale in tal senso e alle associazioni riunite nel Coordinamento che si oppone strenuamente. Le criticità restano tutte in piedi, altroché, sostengono gli attivisti che ieri hanno presidiato il Comune di Pizzone e protestato per essere rimasti fuori dal palazzo. Perché la centrale, comunque la si metta, ha un impatto forte sull’ambiente, sull’habitat, sulla flora e la fauna, sulla permanenza dell’orso marsicano, sull’idea di sviluppo che promana dalla Valle del Volturno e da quella parte di Molise che è nel parco nazionale. «Cosa ci sarà che non possiamo ascoltare? – si domanda il Coordinamento per il No -, perché il sindaco di Pizzone non vuol far partecipare i cittadini?». Il tour di Enel però è solo all’inizio: lunedì prossimo la società sarà ad Alfadena dove incontrerà anche il sindaco di Barrea, poi il 14 a Montecassino dove incontrerà l’abate, dom Fallica, che sul punto (sempre relativamente al primo progetto) ha espresso il suo forte diniego, chiedendo l’intervento del Presidente della Repubblica.
Invece il Coordinamento per il no sarà sabato a Isernia, in piazza Celestino V a partire dalle 9 per una giornata di sensibilizzazione alla cittadinanza.
Un dettaglio: l’amministrazione Castratatro, nonostante la sua dichiarata anima green, fino ad oggi, non ha preso alcuna posizione ufficiale. Certo, territorialmente non è coinvolta direttamente dall’ipotesi di realizzazione della centrale. Ma il futuro e lo sviluppo che si intende perseguire faranno i conti con quello che accade a poche decine di chilometri di distanza.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.