Il Masaf aggiorna la lista delle denominazione commerciali con l’inclusione del granchio blu. Il decreto che aggiorna le denominazioni commerciali delle specie ittiche con l’inserimento anche del Granchio Blu, firmato dal ministro Lollobrigida, è un ulteriore tentativo di aiutare gli operatori a superare le enormi difficoltà create dall’invasione di granchio blu. «In verità già da tempo registriamo vari tentativi di lenire gli effetti di questa emergenza attraverso iniziative che cercano di promuoverne il consumo; nonostante ciò permangono tutte le oggettive difficoltà più volte denunciate da produttori e organizzazioni economiche. Con questo provvedimento viene sanato un aspetto legato alla commercializzazione peraltro in corso già da alcuni mesi attraverso denominazioni talvolta similari. Per il consumatore sarà meno complicato individuare sui banchi delle pescherie e della grande distribuzione questo crostaceo; restano le perplessità rispetto all’ipotesi che si possa costruire una vera e propria filiera commerciale capace di offrire un’alternativa economica alle migliaia di pescatori colpiti da questa emergenza ambientale», commenta il Coordinamento pesca dell’Alleanza delle cooperative italiane. Con questo decreto l’Italia indubitabilmente si allinea agli altri Stati membri Ue che da tempo commercializzano regolarmente il callinectes sapidus con la denominazione “granchio blu” colmando un vuoto legislativo. «Ringraziamo il ministro Lollobrigida per questo provvedimento. Si tratta di un altro tassello lungo un difficile percorso nel tentativo di lenire nei limiti del possibile gli effetti di questa vera e propria calamità», conclude l’Alleanza pesca.

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