Dopo i funerali dello sfortunato Stefano Patriciello, l’attenzione in merito all’investimento che è costato la vita all’imprenditore di Venafro è tutta concentrata sulle indagini per tentare di risalire all’esatta dinamica dell’incidente.
Una “svolta”, almeno questa è la speranza degli inquirenti, potrebbe arrivare dalla testimonianza della moglie del 71enne conducente della Fiat Grande Punto. La donna si trovava accanto all’indagato al momento dell’impatto mortale. Dunque, a breve potrebbe essere chiamata dai Carabinieri quale persona informata dei fatti per raccontare cosa sia accaduto quel maledetto giorno, lunedì 22 giugno, sulla Statale 158 in territorio di Colli a Volturno.
Perché la Grande Punto è finita nell’area del cantiere travolgendo Stefano Patriciello e un operaio 46enne, rimasto quest’ultimo ferito (tuttora ricoverato al Neuromed di Pozzilli con una prognosi di 40 giorni), finendo la propria corsa solo contro la fresatrice e prendendo poi anche fuoco? Alcol test e drug test eseguiti dopo l’incidente mortale hanno dato esito negativo. Una distrazione, un malore, una sbandata dovuta ad una fatalità o ad altro? Cosa è accaduto esattamente: a questo stanno lavorando i Carabinieri intervenuti sul luogo del sinistro. Nulla viene tralasciato anche in queste ore.
I militari hanno ascoltato e probabilmente riascolteranno gli altri operai presenti al momento della tragedia. La speranza è che chi ha assistito all’investimento – magari anche altri automobilisti di passaggio – racconti qualche particolare decisivo per comprendere perché il 71enne ha invaso il cantiere sulla Statale 158.
L’uomo, indagato, prossimamente verrà interrogato dal Gip e dalla pm Carmela Andricciola: non è stato ancora fissato il giorno in cui il conducente dell’utilitaria dovrà comparire dinanzi al giudice.
A seguire questa delicata fase di indagini per la famiglia dell’imprenditore 62enne è lo studio legale Morelli di Venafro.

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