Dopo i blitz di lunedì alla Protezione Civile e quelli di martedì nelle sedi di Molise Acque e Solagrital, gli uomini della Squadra Mobile di Campobasso hanno replicato ieri mattina. Destinazione, Molise Dati e giunta regionale di via Genova. Una numero incalcolabile di atti protocollati e fotocopiati, delibere, fatture, determine, file informatici, verbali di bilancio. Relazioni di spesa. Questi gli obiettivi principali nel mirino della polizia. Materiale che sarà comparato ad elementi probatori che la Mobile avrebbe raccolto negli ultimi mesi. Ma la novità in assoluto delle ultime ore riguarda l’iscrizione nel registro degli indagati di almeno cinque persone. Impossibile strappare dichiarazioni al vicequestore e capo della Squadra mobile Giuseppe Annicchiarico. Telegrafico ancora una volta e a microfoni spenti si limita a precisare che stanno lavorando e che si tratta di indagini complesse. Dal fascicolo consegnato al procuratore capo Armando D’Alterio verrebbero fuori diversi filoni d’inchiesta sui quali gli agenti stanno cercando di far luce. Tutti, tuttavia, legati da un unico comune denominatore: la gestione dei fondi pubblici in Molise. L’ipotesi di reato più importante è la corruzione. Ma chi ha corrotto chi? Una domanda nascosta probabilmente nelle migliaia di carte acquisite in questi giorni. Una domanda alla quale gli uomini della Mobile sperano di dare risposta in breve tempo. A corredo, poi, un’altra serie di reati: dal più banale abuso d’ufficio al falso e reati simili che pure sono al vaglio degli investigatori. Che l’indagine sia una di quelle che scotta si percepisce dai controlli organizzati a tamburo battente e che sembravano dovessero terminare con il primo, alla Protezione civile, e invece sono proseguiti il giorno dopo e ancora ieri. In sedi tutte collegabili alla Regione Molise.






















