Il consigliere regionale Michele Petraroia ha proposto di recuperare e valorizzare (attraverso un raccordo sinergico tra Governo Nazionale, Regione Molise e Comune di Campobasso) una struttura posta nel centro cittadino che, dopo essere stata messa in sicurezza e risistemata con ingenti finanziamenti pubblici, è stata chiusa. “La struttura – ha spiegato Petraroia – è potenzialmente già disponibile per ospitare una Casa di Riposo, una Residenza Sanitaria Assistita, una sede multifunzionale per associazioni di comunità e di volontariato, per accogliere migranti, diversamente abili o persone non autosufficienti”.

“E’ avvilente constatare che, in un territorio con un’elevata percentuale di anziani e dove sono rari gli spazi pubblici di aggregazione, assistenza e socializzazione, una simile struttura sia stata completata, arredata, attrezzata e quindi chiusa. Non intendo soffermarmi sulle responsabilità istituzionali, le omissioni e i ritardi di una Pubblica Amministrazione matrigna che ingolfa gli ospedali di persone bisognose solo di un’iniezione o un flebo, e lascia degradare un’ex-Casa di Riposo, che potrebbe accogliere 80 ospiti, col doppio beneficio di alleviare i disagi al Presidio Ospedaliero Regionale ‘Cardarelli’ e potenziare quella medicina territoriale di cui si parla da decenni ma è del tutto carente ed evanescente in Molise”. “In passato ci sono stati progetti orientati alla realizzazione di una Residenza Sanitaria Assistita presso l’ex- Casa di Riposo ‘Pistilli’ – ha continuato – e gli investimenti effettuati andavano in quelle direzione con una previsione occupazionale vicina alle 100 unità tra assistenti sociali, geriatri, paramedici e ausiliari.
Purtroppo tale obiettivo non si è mai concretizzato con la nefasta conseguenza che l’immobile versa in stato di abbandono e le istituzioni hanno archiviato la questione con scarso rispetto per la mole di risorse pubbliche impiegate nella risistemazione della struttura”.

“Per queste ragioni – ha spiegato il consigliere – mi preme sottoporre alle Autorità di Governo Nazionale e Regionale, e al Comune di Campobasso, l’esigenza di riflettere sull’opportunità di recuperare quei locali e in caso di impossibilità di destinarli a Residenza Sanitaria, utilizzarli come Casa di Riposo, offrirla per ambulatori di cura per i non autosufficienti o per i diversamente abili, metterla a disposizione dei bambini come luogo di socializzazione o dei migranti giunti recentemente dalla Libia e dall’Africa.
Si apra un confronto positivo che coinvolga il comitato primo marzo di tutela dei diritti dei rifugiati politici e dei migranti in fuga da guerre, fame e carestie. Si discuta con le confederazioni sindacali, con le associazioni umanitarie, la Fondazione del Terzo Settore, il volontariato, con la Caritas, con l’Arci, coi sindacati dei pensionati, col Tribunale dei diritti dei malati, con le associazioni degli utenti e dei consumatori, col Piano di Zona ed il Distretto Socio-Sanitario, per costruire a quattro mani una soluzione condivisa, innovativa e utile, che valorizzi un bene di pubblica utilità e lo restituisce alla collettività.
Credo che gli stessi Ministeri per l’Integrazione e per la Coesione Territoriale potrebbero aiutarci a rilanciare la struttura, individuandola come sede meridionale di progetti pilota nazionali in materia umanitaria, di assistenza e accoglienza. Tutto può essere ipotizzato salvo il silenzio colpevole di chi ha il dovere di agire e non intraprende alcuna iniziativa per rendere giustizia alle fasce deboli della città di Campobasso e del Molise”.

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