Se il Molise ha un futuro: una domanda che non è per niente oziosa, né retorica. Estremamente attuale, invece, e concreta. A porla è un organo di informazione cartaceo, la cara vecchia carta stampata, della quale in tanti hanno previsto una fine certa e vicina. CAMPOBASSO. Se il Molise ha un futuro: una domanda che non è per niente oziosa, né retorica. Estremamente attuale, invece, e concreta. A porla è un organo di informazione cartaceo, la cara vecchia carta stampata, della quale in tanti hanno previsto una fine certa e vicina. Eppure il quotidiano, il giornale, resiste. Con i suoi costi mai ripagati e però anche il fascino della pagina che quando ce l’hai tra le mani offre la sensazione di tutto il lavoro che c’è dietro. Se il Molise ha un futuro come Regione autonoma e come territorio, dunque, è la domanda che Primo Piano Molise ha messo al centro del dibattito organizzato per oggi pomeriggio alla Fonte del benessere Centro Mességué di Castelpetroso. Alla tavola rotonda il governatore Paolo Frattura (Pd) e i consiglieri regionali di minoranza Michele Iorio (Direzione Italia – centrodestra) e Antonio Federico (M5S). Ospite d’onore, il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti. Sagace, mai accondiscendente, intuitivo e provocatore: Sallusti ha queste e altre caratteristiche, le qualità giuste per rendere la discussione un forum di approfondimento vero, non una conversazione di maniera. Soprattutto, il direttore, il management e la proprietà dello storico quotidiano milanese hanno accettato mesi fa la sfida dell’abbinamento con Primo Piano ben conoscendo i numeri e le potenzialità del Molise dal punto di vista editoriale. Hanno fatto, subito e senza tentennamenti, una scommessa insieme a chi edita, dirige e scrive il nostro quotidiano. Una scommessa sulla comunità molisana. Così come Sallusti da tempo aveva in animo di venire in regione a toccare con mano la realtà che Primo Piano racconta ogni giorno. L’occasione giusta si è presentata con la decisione di Marciano, Sabrina e Mirella Ricci di mettere a confronto chi siede in Consiglio regionale perché eletto dai molisani, nei rispettivi ruoli di rappresentanti della maggioranza e delle forze di opposizione. Per capire, a pochi mesi da un doppio cruciale appuntamento con le urne (il rinnovo dell’Assemblea legislativa regionale e del Parlamento) quali prospettive ha la XX Regione, la più giovane d’Italia e la prima ad essere sacrificata nei disegni di rivisitazione dei confini amministrativi visti appunto i suoi numeri demografici ed economici, di restare autonoma. O, perché no, se non sia migliore un futuro pensato e organizzato in una macroregione. Alla tavola rotonda, introdotta dai saluti del direttore di Primo Piano Luca Colella e del presidente del Consiglio regionale Vincenzo Cotugno e moderata dal direttore di Teleregione Pierluigi Boragine e dal presidente di Assostampa Giuseppe Di Pietro, seguirà un dibattito che vedrà protagonisti i colleghi giornalisti (potranno porre domande e segnalare spunti a Sallusti, Frattura, Iorio e Federico) e i rappresentanti della classe dirigente molisana: organizzazioni di categoria, enti intermedi, sindacati. In tanti hanno confermato la presenza e, soprattutto, la voglia di partecipare attivamente al ragionamento. Ci saranno, naturalmente, i rappresentanti istituzionali, gli esponenti politici di tutti gli schieramenti. Ci sono, in definitiva, tutti gli ingredienti perché l’appuntamento di oggi pomeriggio al Centro Mességué di Castelpetroso sia un evento di riferimento nel panorama dell’informazione e della politica, nel senso più ampio del termine, nel senso cioè di programmazione del futuro di un territorio (e non nel senso di appartenenza partitica).

ppm

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