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Le note vicende ambientali al centro del dibattito nella Piana di Venafro vedono sempre più spesso tirato in ballo il termovalorizzatore di Pozzilli. Al di là degli aspetti tecnici, indagabili dagli esperti della materia, Primo Piano Molise ha voluto intervistare il presidente nazionale di Herambiente e consigliere del Cda del gruppo Hera, Filippo Brandolini, nei giorni scorsi in visita all’impianto di Pozzilli. La società con sede a Bologna, comune in cui negli anni della creazione di Herambiente l’attuale ministro dell’Ambiente Galletti era assessore, è la più grande società nel settore del trattamento dei rifiuti con 83 impianti e 5,5 milioni di tonnellate di rifiuti trattati all’anno.
Oltre all’indotto, non quantificabile con precisione, il termovalorizzatore pozzillese impiega 45 lavoratori fissi tra dipendenti diretti e di società terze. Alcune affermazioni di Brandolini sicuramente faranno discutere. Soprattutto quando afferma che l’impatto in termini di emissioni in atmosfera del termovalorizzatore di Pozzilli «è trascurabile». Il colloquio a pochi giorni dall’udienza al Tar (e dal relativo sit in delle Mamme) a seguito del ricorso contro l’Aia concessa nel 2015 dalla Regione.

L’intervista su Primo Piano Molise di oggi 4 maggio in edicola.

2 Commenti

  1. Mara Iapoce scrive:

    Sentite, io abito in Emilia Romagna, da dove proviene Hera, e vi posso confermare che l’attenzione che questa società dà all’ambiente è davvero alta. Che dire allora dell’inceneritore alle porte di Brescia? Ci sono più morti di tumore nel bresciano che nel campobassano? NO!! In questo Molise che non sa e non vuole fare impresa, ci si trincera dietro il no a priori per mascherare le proprie incompetenze. Vedasi il caso delle Gran Manze della Granarolo, vedasi il caso della Momentive che voleva ampliare il proprio sito a Termoli e non l’ha potuto fare. Che cosa rimane? Una pletora di colletti bianchi, un gruppo di persone che, prive di cognizione di causa, dicono no a priori. Continuate così, ma poi non lamentatevi di essere il fanalino di coda del Paese!

  2. emanuela scrive:

    Contro i termovalorizzatori c’è sempre un sospetto e, come sempre succede, tutti pensano che sia opportuno farli più in là, cioè vicino alla casa di qualcun altro . In questa Italia dei no a tutto vedi la tav in Piemonte , la tap in Puglia i rigassificatori in Adriatico le pale eoliche sia in mare che in montagna le leggi più varie non si capisce più cosa voglia la società, vuole il lavoro comodo e sotto casa vuole le auto ma non l’inquinamento, ecc dobbiamo tutti capire che se vogliamo un’economia salda e stabile il lavoro come da Costituzione, l’ambiente salubre dobbiamo tutti impegnarci ad affrontare piccoli sacrifici e chiedere di espletare al meglio le attività invece di boicottare per principio o per partito preso. All’estero tutto questo nonostante succede e la gente campa decentemente e qualche volta meglio di noi

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