Passaggio di consegne in un momento fondamentale al Neuromed di Pozzilli.
Ieri mattina il neo presidente del Consiglio di amministrazione Giovanni de Gaetano ha rivolto il suo primo saluto ai responsabili di reparto e dipartimento e al personale amministrativo. La cerimonia ha visto anche gli interventi del direttore sanitario Orazio Pennelli e del professor Erberto Melaragno, che lascia l’incarico di presidente del Cda per assumere la presidenza onoraria e a cui è stata consegnata una targa come ringraziamento per il suo lavoro e come augurio per l’attività futura.
«Dopo la lunga presidenza del professor Melaragno che ha portato il Neuromed a diventare un istituto di livello internazionale, si potrebbe pensare che sia rimasto poco da fare ancora. Ma, proprio seguendo la spinta degli anni passati, possiamo pensare di tracciare linee future – questo il primo intervento di de Gaetano – che, rimanendo nella consolidata tradizione di eccellenza, affrontino le sfide della salute per i prossimi anni. Neuromed sta diventando il punto focale di un network clinico di ricerca e cura che non dimenticherà mai la sua missione principale: non pensare al malato solo quando arriva in ospedale, ma pensare alla persona, nella sua vita di tutti i giorni, nella sua salute da proteggere per tutta la vita. Le innovazioni scientifiche guideranno questo processo, secondo l’impulso costante di una ricerca all’avanguardia. È per questo che un altro fondamento dei nostri anni futuri sarà la crescente internazionalizzazione, con una grande attenzione anche alla formazione di giovani medici e ricercatori». Il neo presidente de Gaetano ha espresso poi i suoi obiettivi: «Dobbiamo fare del Molise la regione della ricerca e della salute. Tutti i dati clinici che si raccolgono in Neuromed devono diventare dati di ricerca e non da archiviare semplicemente. L’istituto, quindi, come cittadella della salute e della ricerca, chiunque fa ricerca deve sapere che il Neuromed è casa sua. Vorrei che in Neuromed si parlasse inglese per confrontarci con tutto il mondo ma con accento molisano! L’obiettivo di essere guida della sanità nel Sud – conclude – è ambizioso ma già lo siamo e lo saremo sempre più».
«Sarò sempre vicino al Neuromed – ha detto invece Melaragno – perché è difficile allontanarsi da questo istituto. Darò il mio contributo quando è possibile, quando sarà necessario. Continuerò a seguirne con attenzione gli sviluppi che saranno certamente eccellenti, sotto la guida del professor de Gaetano».
Il direttore sanitario Pennelli ha voluto prima di tutto ringraziare Melaragno per «essere stato un leader capace di attingere alle sue competenze interiori, capace di superare momenti molto difficili creando sempre serenità. L’augurio – ha continuato Pennelli rivolgendosi al nuovo presidente – è che il nostro istituto continui ad essere non un semplice ospedale ma un tempio di scienza».
Dai recenti traguardi, che hanno portato il Neuromed a entrare nella compagine societaria della Clinica Mediterranea di Napoli, è partito anche l’eurodeputato Aldo Patriciello nel suo intervento. «L’Istituto Neuromed è entrato a far parte della Clinica Mediterranea di Napoli, una delle cliniche più prestigiose del Meridione: c’erano altre offerte economiche più importanti ma è stato scelto Neuromed per le sue strategie sulla ricerca. Siamo il primo gruppo al Sud e il sesto in Italia per dimensioni, numero di posti letto, dipendenti, fatturato».
Poi Patriciello ha sottolineato come «dopo la guida illuminata del professore Melaragno c’era bisogno di un’altra guida prestigiosa come quella del professor de Gaetano, uno scienziato, per continuare il nostro percorso. Ora dobbiamo passare alla seconda fase: il consolidamento della nostra posizione. Porteremo la cultura della ricerca in tutte le nostre strutture. Melaragno è stato un esempio per tutti noi, una persona perbene. Ci ha trasmesso sempre serenità, anche nei momenti difficili che abbiamo vissuto. Abbiamo ricevuto attacchi, non sempre siamo stati apprezzati, tanti hanno mostrato gelosia e invidia nei nostri confronti. Abbiamo sempre combattuto con Regione, Asl, politica ma siamo sempre andati avanti per la nostra strada. I nostri principi ispiratori sono il rispetto dei pazienti, che sono al centro di tutte le nostre azioni, la qualità, l’eccellenza. Dobbiamo continuare così, perché solo così – ha concluso – potremo crescere ancora».

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