Approvati lo stesso giorno del Programma operativo, il 29 aprile scorso, sono stati pubblicati nelle scorse ore sul sito della Regione i decreti dei commissari della sanità, Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo, che approvano la nuova rete ospedaliera e la nuova rete dei Punti nascita.
Per quanto riguarda questo ultimo aspetto, il provvedimento dei commissari recepisce e dà via libera al documento tecnico di riorganizzazione della rete dei punti nascita predisposto dall0Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Viene quindi disposta la chiusura del punto nascita all’ospedale Veneziale di Isernia, ne rimangono quindi solo due, a Campobasso e a Termoli. Al contempo, si stabilisce l’attivazione, nello stesso ospedale di Isernia, di un centro di maternità a cui è affidato il percorso prenatale che comprende, nei casi selezionati, l’ostetrica a domicilio, nonché la possibilità di ospitare in anticipo le gravidanze a rischio nell’ospedale di Campobasso, e la contestuale organizzazione del trasferimento protetto della paziente dal centro maternità al punto nascita del Cardarelli di Campobasso.
È confermata, inoltre, l’operatività dei punti nascita dei presidi ospedalieri di Campobasso e Termoli, secondo l’attuale configurazione organizzativa e funzionale, e ai sensi del Programma operativo 2026-2028.
La complessiva rete assistenziale ospedaliera viene riorganizzata con un decreto ad hoc, che contempla anche la disattivazione, dal 31 ottobre 2026, dell’Emodinamica del San Timoteo e la conversione del Caracciolo di Agnone in ospedale di comunità (quindi struttura territoriale), insieme – fra le altre cose – al cronoprogramma per l’attivazione della neuroradiologia interventistica per l’ictus al Cardarelli (attrezzature e personale dovranno essere acquisite e reclutate entro il 31 dicembre 2028). Il modello di rete ospedaliera compatibile con la realtà molisana, si legge nel documento approvato, è quello dell’ospedale regionale, costituito da Cardarelli (hub) e San Timoteo e Veneziale (spoke).
Il Cardarelli, Dea di 1° livello “potenziato”, situato al centro del territorio regionale e raggiungibile in tempi omogenei da tutta la regione, rappresenta l’hub dell’ospedale regionale del Molise ed è collegato funzionalmente a tutte le altre strutture assistenziali presenti sul territorio regionale. «Assumendo la direzione della maggior parte dei dipartimenti sanitari regionali provvederà al coordinamento, al funzionamento e alla organizzazione delle altre strutture sanitarie presenti e operanti sul territorio regionale. Verrà dotato delle unità operative e dei servizi propri di un Dea di 2° livello, ad eccezione di quelle attività ad altissima complessità quali la cardiochirurgia e la neurochirurgia che per i parametri definiti dal Dm 70/2015 non sono attivabili», hanno messo nero su bianco i commissari che hanno predisposto il documento insieme alla dg Salute Lolita Gallo e tenendo conto delle osservazioni del Tavolo tecnico e del Tavolo Dm 70. Infine, all’ospedale di Campobasso verrà riconosciuto il ruolo di hub per tutte le reti delle patologie tempo-dipendenti (infarto, ictus e trauma). ritai

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*