«Solo una parola: Grazie!», si esprime così la sindaca di Casacalenda, Sabrina Lallitto, reduce da una settimana di fuoco. Solo nelle ultime 48 ore sono stati 300 gli ettari bruciati sul territorio amministrato. «Grazie per l’incredibile lavoro svolto dalle squadre dei Vigili del Fuoco, dal gruppo dell’associazione di Provenza, dalle squadre antincendio volontari Roccavivara, Cvp Campomarino, Pc Campochiaro, Aib Trivento, squadre antincendio Casacalenda, Carabinieri e Carabinieri Forestali, Gruppo spontaneo volontari di Casacalenda, agricoltori locali con mezzi propri e consiglieri comunali. Davvero tantissimi gli uomini che ieri hanno, insieme, lavorato per domare l’incendio che ha devastato numerosi ettari di vegetazione. Le squadre sono state coordinate e guidate da un grandissimo caposquadra, il Dos dell’operazione Michele Ruggeri che li ha organizzati senza lasciare niente di intentato a cui va tutta la mia personale riconoscenza e la mia stima. Grazie anche alle squadre di E-Distribuzione che immediatamente dopo la nostra chiamata hanno raggiunto le cabine elettriche per controllare gli eventuali danni ed evitarne di possibili. Alle 21.15 di domenica gli uomini e i mezzi dei vigili del fuoco e della protezione civile stavano ancora lavorando per arginare il fuoco. Il danno è incredibile, devastante. Quello che ho visto mi ha spaccato il cuore». Fino a ieri mattina, qualche focolaio ancora da spegnere, ma situazione tutto sommato sotto controllo in basso Molise, anche grazie alla pioggia e ora si contano i danni, dopo l’inferno di domenica. Intanto, a causa di due incendi sviluppatisi in prossimità dei binari fra le località di Guglionesi e San Martino e fra San Martino e Ururi, nel corso della giornata di ieri, la circolazione ferroviaria sulla linea Campobasso–Termoli è stata sospesa fino al termine delle attività di ripristino. La mobilità viene garantita da autobus sostituitivi. Le informazioni relative agli orari delle corse sono consultabili sul sito dell’impresa ferroviaria e presso le biglietterie di stazione. Una squadra di 30 tecnici tra Rete Ferroviaria Italiane (Gruppo Fs Italiane) e ditte appaltatrici è a lavoro per garantire il ripristino dell’infrastruttura ferroviaria, che ha riportato ingenti danni su oltre 8 chilometri di cavi di relazione. Intanto, a Guglionesi, popolazione in preda a sconforto, rabbia, l’impotenza. L’impotenza davanti alla rabbia del fuoco che ha bruciato una parte importante di Guglionesi. Una chiesa. La chiesa di Sant’Antonio Abate, conosciuta ai più come Santa Rita. Quella chiesa che, negli anni scorsi, vedeva la benedizione del bestiame e delle automobili. Simbolo di una comunità che rimane in silenzio e nello sgomento più assoluto. Quella piccola chiesa ai piedi delle mura del paese, quasi non c’è più. Un’araba fenice che si scioglie davanti agli occhi increduli dei suoi fedeli e non. Perché quel luogo, anche al non credente, evoca ricordi indelebili. Ricorda sul suo profilo Facebook, Don Nicola Mattia, parroco di San Martino, ma guglionesano di nascita “All’ordine dei celestini, Guglionesi ha dato 3 ministri generali tra il 1400 e il 1500: Nicola da Guglionesi, Matteo da Guglionesi e Marco da Guglionesi.
L’abate Matteo fondò la chiesa di sant’ Antonio abate con annesso “spedale” nella nostra comunità.
Passiamo davanti alla chiesa di sant’Antonio abate, da quando nel 1434, insieme al suo “Spedale” fu eretta, come un’araba fenice, più volte è caduta e si è rialzata. Speriamo che questo miracolo, per volere di Dio e per opera degli uomini si possa ripetere.
Come la festa dell’Epifania e quella di san Sebastiano, anche la festa di Sant’Antonio abate ha il suo canto nella vigilia che, gli uomini del paese cantano di porta in porta per una serata da trascorrere insieme spensieratamente…
I microfoni spandono le voci che cantano l’inno in mio onore: “In questa collina fiorita…” la salita “du Prtll” dà chiara la sensazione dell’ascesa collinare e anche della fatica che richiede.
Per me, questa è la parte più bella della processione!
Alla dolcezza del calar del giorno, tace la banda, tacciono i microfoni che ogni tanto, lungo il percorso, qualche volta hanno fischiato altre gracchiato ma, i lettori e i cantori, hanno aiutato a pregare. Si sente il rumore dei passi, il respiro affannoso dei portatori, qualche scricchiolio “Di sanda tarlat”, qualche piccolo brusìo tra i presenti e, finalmente l’inno al Creatore s’innalza dal creato tutto che, in questo ultimo scorcio di primavera, sta per esplodere al rigoglìo dell’estate.
Una brezza leggera che viene dal mare offre un lieve profumo di salsedine, muove le foglie sui rami e le fa suonare di una melodia ancestrale. Le prime cicale della stagione, azzardano un annuncio di belle giornate, tra qualche ora, le lucciole offriranno al nostro stupore la loro danza di luci. Avvolti e inondati da questo spettacolo della natura che, sempre uguale, sempre riesce a sorprendere in un panorama che toglie il fiato per il suo splendore, saliamo. Forse, il silenzio, non è dato solo dalla fatica ma anche dalla maestà della natura che, dinanzi a noi, si offre nella millenaria meraviglia e a noi si affida. Siamo custodi e fruitori di un qualcosa che ci viene consegnato ogni giorno come dono. Di questo dono accolto dobbiamo assumere le difese e garantire la salvaguardia. Il Creato è una carezza che il Creatore dona, con tenerezza assoluta.
Questo spettacolo fa battere il cuore e mette in moto la mente. In silenzio, ci guardiamo intorno e sale l’antica domanda che già il salmista poneva a Dio: “Che cosa è l’uomo perché te ne curi? Il figlio dell’uomo, perché te ne dai pensiero?”. Il garrire delle rondini in volo sulle nostre teste racconta di canti non fatti da voci di uomini ma lo stesso accolti.
La bellezza di questo popolo in cammino eleva la mente verso percorsi che aprono il cielo”. È un passo tratto dal libro “Con gli occhi di Adamo pag.129; 140”.
In tanti scrivono, commentano che Guglionesi non si piega, non si lascia sopraffare da questi eventi tragici. È un pezzo di storia che brucia nell’animo di tutti. Grandi e piccoli. Ma il fuoco, il fuoco dell’amore per la propria terra diventa la forza per andare avanti e ricominciare. Intanto, diverse sono state le testimonianze e i ringraziamenti, per Forza Italia, quello di Annaelsa Tartaglione, «Grazie ai Vigili del fuoco che, ininterrottamente, stanno lottando contro i tanti incendi divampati nell’area del Basso Molise.
Una dura sfida, contro le fiamme e il tempo, che ha visto anche l’impiego di personale a riposo e che riaccende l’attenzione sulla necessità, come ho più volte richiesto ufficialmente in Parlamento, di potenziare di uomini e mezzi la Caserma di Termoli. Grazie alla professionalità, al coraggio e allo spirito di sacrificio dei nostri Vigili del fuoco!» Dello stesso avviso anche il collega a 5 Stelle Antonio Federico, «Voglio ringraziare personalmente tutte le donne e gli uomini dei Vigili del Fuoco che da giorni combattono contro i roghi divampati in tante zone del basso Molise. Auspico che quanto prima venga fatta luce sulle cause degli incendi che stanno devastando zone boschive e centri abitati. Già domenica sera ho sentito il sindaco di Guglionesi, uno dei centri più colpiti dalle fiamme, per avere un quadro della situazione e garantire disponibilità per qualsiasi cosa.
Lunedì pomeriggio, invece, ho sentito il Comandante provinciale dei Vigli del Fuoco di Campobasso al quale ho espresso tutta la mia gratitudine per l’impegno e la professionalità dimostrate anche questa volta al servizio di tanti cittadini». Intanto, su questa devastazione indagano i Carabinieri Forestali di Campobasso, troppi i 27 roghi per non ipotizzare la mano dolosa dell’uomo, ora è caccia ai piromani.

La Romagnuolo non va per il sottile: «Istituire subito le taglie sui piromani»

«Sono tantissimi in questi giorni, i roghi dolosi appiccati su tutto il territorio regionale per mano di piromani criminali che distruggono il nostro patrimonio ambientale che mettono a repentaglio anche la vita degli operatori che sono impegnati nei lavori di spegnimento degli stessi».
È quanto dichiarato da Aida Romagnuolo, vice presidente della Commissione agricoltura alla Regione Molise.
«Gli incendi boschivi nel Molise – ha continuato Romagnuolo – causano ingenti danni che durano anche più di 100 anni prima che si ripristinino le ottimali condizione della biodiversità, per non parlare poi della morte di tantissime specie di animali. In agro di Casacalenda, così come in altri tantissimi comuni del nostro bellissimo Molise – ha ancora detto Romagnuolo – oltre agli incendi che hanno interessato una notevole parte boschiva, ci sono seri danni provocati a diverse famiglie dove sono andati in fumo ettari ed ettari di terreno con alberi di olivo e di frutta. Le fiamme, ha proseguito Romagnuolo, hanno altresì lambito anche moltissime abitazioni provocando seri danni a livello economico.
Certo è – ha ancora proseguito Aida Romagnuolo – che non si può non provare una sensazione di tristezza e dispiacere nel vedere parte del nostro bellissimo territorio in fiamme e pertanto, bisogna attivarsi in tutti i modi per individuare i responsabili considerato che la legge numero 68 del 2015 ha introdotto gli ecoreati nel codice penale dove, oltre al delitto di incendio doloso, nei casi più gravi, si può configurare per le conseguenze che hanno i grandi incendi boschivi, il delitto di disastro ambientale che prevede fino a 15 anni di reclusione più le aggravanti.
La mia vicinanza – ha concluso Romagnuolo – va a tutti i vigili del fuoco, alla protezione civile, agli operatori, ai volontari, ai Carabinieri forestali e alle forze dell’ordine che sono impegnati in questi giorni per sopperire a questo disastro, nonché a tutti i proprietari dei terreni che hanno subito ingenti danni. Inoltre, credo che sia opportuno che la Regione Molise preveda un sostegno per risarcire degnamente tutti coloro che hanno subito danni economici ed affettivi, e soprattutto che preveda una taglia per l’individuazione dei criminali piromani».

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