Un uragano di emozioni: difficile descrivere diversamente il giorno del compleanno di Sasà, Salvatore Forte, il bojanese 44enne parà della Folgore la cui storia è stata raccontata su queste pagine alcune settimane fa per aiutare sua mamma, Maria Teresa Riso, a raccogliere i fondi per l’acquisto di un’auto speciale che possa consentirgli di tornare a uscire di casa dopo sei anni dall’incidente che a Livorno – nei pressi della caserma in cui lavorava – l’ha prima reso un vegetale, poi l’ha costretto su una sedia a rotelle e tra le mura di casa.
Un fiume in piena di emozioni difficile da descrivere, ma tutto da vivere quello dello scorso sabato, 28 maggio, quando tanti amici, parenti ma anche ex colleghi di Sasà sono venuti a Bojano per lui, alcuni di loro proprio da Livorno, per fargli personalmente gli auguri e per tornare ad abbracciarlo insieme a quella mamma invincibile, quella mamma coraggio che sta lottando anima e corpo per restituire una libertà negata a suo figlio, forte di nome e di fatto. «Parà, parà, Folgore» hanno urlato forte al cielo per tre volte i militari quando Sasà si è unito ai suoi compagni per festeggiare il 44esimo anno d’età.
Con decine e decine di invitati incapaci di trattenere le lacrime di fronte al commovente saluto militare, e all’immagine di Sasà che con fatica ma con orgoglio porta alla fronte la mano destra come un tempo. Il saluto delle sue fisioterapiste, l’abbraccio commosso di parenti e amici, le parole rotte dall’emozione di mamma Teresa, ma anche la grande sorpresa di Gianfranco Paglia, oggi consigliere al ministero della Difesa con il ministro Guerini, uomo simbolo delle tante iniziative sportive dedicate proprio al personale militare disabile e di tante altre battaglie per l’inclusione, per il sociale, sulla disabilità, dopo il terribile incidente della battaglia del pastificio (Mogadiscio, 2 luglio 1993) in cui è stato gravemente ferito alla colonna vertebrale, perdendo l’uso delle gambe.
«Oggi sono stato a Bojano per festeggiare il 44esimo compleanno di Sasà, un parà che da sei anni vive, dopo un incidente, in stato vegetativo anche se cosciente – ha scritto Paglia in un post su Facebook -. E, come spesso accade, grazie all’amore della famiglia, dell’instancabile madre, Sasà ha fatto importanti progressi e adesso comunica con le dita. È stato scritto un diario che racconta la sua quotidianità, chi mi conosce sa che non sono solito fare pubblicità, ma questa è una giusta causa. Con il ricavato delle vendite potranno comprare una macchina che permetterà a Sasà e alla madre di uscire e frequentare amici. Da sei anni è chiuso in casa. Per chi volesse può inviare un messaggio whatsapp e chiederne copia ai numeri 3288961283-3278416167».
Ancora auguri Sasà, anche dalla grande famiglia di Primo Piano Molise che vuole camminare al tuo fianco.

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