È certamente il ‘tallone da killer’ del capoluogo. Parliamo della raccolta differenziata a Campobasso: uno scoglio contro cui si è scontrata la precedente amministrazione di centrosinistra – che ha sicuramente avuto il merito di farla partire senza però riuscire ad estendere la ‘rivoluzione’ in tutta la città – e che la giunta Gravina sta cercando di superare.
A dicembre il servizio è partito nel quartiere San Giovanni ma all’appello mancano ancora la zona di Vazzieri e tutto il centro murattiano. I dati relativi al 2018 restano però impietosi: il report dell’Ecoforum, presentato ieri mattina alla Camera di Commercio del Molise, vede Campobasso ferma al 22,1%. Un crescita, seppur minima rispetto al 2017, che però non può soddisfare un capoluogo di regione che sfiora i 50mila abitanti.
Stesso trend anche per le altre città molisane: Venafro fa addirittura peggio con un percentuale peri al 16,4%, leggermente meglio Termoli che arriva al 37,9% di raccolta differenziata. Decisamente migliore la performance di Isernia che supera il 57%. Sta di fatto però, che i maggiori centri della regione non riescono ad entrare nella classifica Comuni Ricicloni, ma soprattutto che non rispettano i limiti imposti dalla legge (pari al 65%). «La situazione regionale è molto al di sotto dei limiti imposti dalla legge nonostante le ingenti risorse investite negli anni passati dalla Regione» l’amaro commento di Manuela Cardarelli, presidente di Legambiente Molise.
La fotografia del capoluogo è però desolante: in città si assiste quotidianamente a situazioni poco gradevoli di cassonetti pieni di spazzatura situati ai bordi delle strade. Rifiuti che provengono in parte sia da altri quartieri della città in cui è stato avviato il servizio di raccolta differenziata sia dai comuni limitrofi al capoluogo. Situazione questa che va a peggiorare di molto un dato della città già di per sé basso. Il fenomeno della migrazione dei rifiuti, nonostante il pugno di ferro e le multe salate annunciati dall’amministrazione comunale, non sembra volersi arrestare.
L’assessore all’Ambiente di Palazzo San Giorgio ha dichiarato in più occasioni che uno degli obiettivi primari dell’amministrazione è completare il servizio di raccolta differenziata entro in prossimi 3 anni. Un obiettivo che, alla luce degli ultimi report sull’ambiente, è diventato ormai un imperativo categorico a cui nessuno può più sottrarsi.

md

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