Le voci si rincorrono, si rafforzano, poi si sfilacciano sotto il peso delle verifiche. Nelle ultime ore, a Isernia, ha iniziato a circolare con insistenza l’ipotesi di un decreto in arrivo da Roma per prorogare l’attività del punto nascita dell’ospedale Veneziale. Un’indiscrezione che ha trovato terreno fertile in una comunità già in allerta sul tema, ma che, allo stato attuale, non trova riscontri ufficiali. Nessun atto, nessuna firma, nessuna conferma dagli ambienti istituzionali. Almeno per il momento.
A ben guardare, la notizia si inserisce in un contesto amministrativo ancora aperto e in piena evoluzione. L’iter sul Piano operativo sanitario, che ridisegna l’assetto della sanità molisana e nel quale si colloca anche il destino del Punto nascita pentro, è infatti ancora in corso. Le osservazioni si sono chiuse solo nei giorni scorsi e la procedura non è arrivata del tutto a compimento. In questo quadro, l’eventuale adozione di un provvedimento immediato di proroga apparirebbe, se non altro, fuori tempo rispetto alla scansione procedurale.
Ciò che invece appare più concreto è il percorso già tracciato sul piano organizzativo dalla struttura commissariale. Nelle scorse settimane, con l’ok al decreto che interviene sulla rete nascita regionale, è emersa chiaramente la volontà di ridisegnare i servizi, con il Punto nascita del Veneziale destinato, nelle intenzioni, a trasformarsi in un Centro per la maternità. Una prospettiva che, pur senza un atto definitivo di chiusura, segnerebbe un cambio sostanziale nella funzione del presidio isernino.
Parallelamente, si registrano movimenti anche sul piano interno. Secondo quanto trapela, nelle ultime ore si sarebbe tenuta una riunione in Asrem per affrontare la questione e valutare i possibili scenari operativi. Un confronto tecnico, utile a prepararsi a ogni eventualità e a gestire una fase che resta delicata e incerta. La conferma arriva dal direttore sanitario aziendale Giovanni Giorgetta (a cui non risulta il provvedimento di proroga di cui si è vociferato nelle scorse ore). L’incontro ha visto la partecipazione, oltre che di Giorgetta, della direttrice sanitaria Grazia Matarante, del direttore del dipartimento transmurale della Donna e del Bambino, Vincenzo Biondelli, e del responsabile del reparto del Veneziale, Gennaro Tirabasso. Un primo giro di tavolo per cominciare a confrontarsi sui dati e sulle eventuali criticità da risolvere nella messa a terra di una eventuale disattivazione del Punto nascita e della conseguente definizione di un percorso alternativo per le future mamme della provincia pentra. La chiusura, però, dovrà essere richiesta dalla struttura commissariale (quando il piano che la prevede sarà formalmente in vigore, quindi dopo l’ok del Tavolo tecnico) all’Azienda sanitaria e con la specifica previsione dei tempi. La riunione, ha precisato Giorgetta per evitare allarmismi di sorta, è servita a fare un primo punto informativo, nulla di più.
Il punto, dunque, resta uno: al momento non esiste né un decreto di chiusura né uno di proroga. E proprio questo vuoto alimenta il susseguirsi di indiscrezioni, ipotesi, letture spesso contrastanti. Nel frattempo, però, il tema continua a occupare il centro del dibattito pubblico e politico.
Perché la questione del Punto nascita va ben oltre l’aspetto sanitario. È diventata, nei mesi, un simbolo. Di tenuta dei servizi, certo, ma anche di prospettiva per un territorio che teme di perdere pezzi fondamentali della propria identità. Il rischio che la provincia di Isernia possa diventare l’unica in Italia priva di un Punto nascita resta concreto abbastanza da alimentare mobilitazioni, prese di posizione, richieste di chiarimento.
E mentre si attendono atti ufficiali che possano fare definitivamente chiarezza, la sensazione è che il tempo della verità e delle decisioni si stia avvicinando. Nel frattempo, tra voci e smentite, la città resta sospesa, con una domanda che continua a rimbalzare tra istituzioni e cittadini: cosa accadrà davvero al Punto nascita del Veneziale?

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*