Una sfida complessa, ma stimolante quella che è appena iniziata per designare la Capitale Italiana della Cultura 2021. Una gara che vede Isernia tra le 44 località in corsa per l’ambito riconoscimento del Mibact. Intanto cominciano a circolare le prime indiscrezioni che parlano di una competizione che si giocherà sull’ambiente. «Secondo le anticipazioni circolate – riferisce il sito ‘First Arte – intendono caratterizzare l’eventuale vittoria con manifestazioni ed eventi improntati alla sostenibilità. Una buona cosa, negli anni in cui l’Italia dovrà dimostrare di saper stare al passo con i tempi della sfida ambientale. Senza tutela dell’ambiente e della qualità della vita urbana nessun evento culturale potrà avere successo Tra le città candidate ve ne sono alcune divenute ancora più note per eventi estremi, calamità, incuria amministrativa. Patrimoni d’arte e cultura umiliati dalla mancanza di fondi e di disponibilità finanziarie. La proclamazione dovrà stimolare la rete economica e finanziaria al protagonismo. Il Paese è attraversato da sentimenti contrastanti che toccano le corde principali delle comunità e i principi stessi della democrazia.
Diventare capitale della cultura è un riconoscimento alto e prestigioso: la gara appena iniziata è stimolante. Quanto meno per ciò che hanno rappresentato nella storia italiana luoghi dello sviluppo e di cambiamenti epocali accompagnati da guerre, edificazioni urbane, artisti, musicisti, eroi e figure storiche».
I dossier di candidatura, che dovranno essere presentati entro il 2 marzo, verranno esaminati da una giuria composta da sette esperti di chiara fama, è stato evidenziato tra l’altro dal Mibact, per arrivare entro il 30 aprile alla selezione di un massimo di dieci progetti finalisti da invitare in audizione. La città Capitale Italiana della Cultura 2021 verrà scelta esclusivamente sulla base di questi colloqui entro il 10 giugno, quando la giuria indicherà pubblicamente al ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo la candidatura più idonea da formalizzare con delibera del Consiglio dei Ministri. «Dal 2014 – ha più volte sottolineato il ministro Dario Franceschini – da quando abbiamo avuto l’idea di istituire anche in Italia il titolo di Capitale della Cultura, ogni edizione ha avuto effetti concreti e positivi sullo sviluppo turistico e sulla fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale dei territori e delle città vincitrici».
Parma sarà la Capitale per il 2020, con un intenso calendario di eventi che partirà domenica 12 gennaio con l’apertura ufficiale alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Isernia al lavoro dunque per la grande sfida per un riconoscimento che, se conquistato, rappresenterebbe un’occasione di promozione importante per l’intero territorio regionale.

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