Forse non è ancora chiaro a tutti, ma se non si compie un ulteriore sforzo collettivo, il coronavirus può mettere a dura prova piccoli territori come il Molise. Anzi, qui da noi può accadere di peggio rispetto a quanto sta succedendo in altre regioni più grandi e perciò meglio attrezzate a far fronte alle emergenze. A partire da quella sanitaria.
Il Covid-19, nella stragrande maggioranza dei casi, non è letale. Ma può momentaneamente compromettere l’organismo tanto da richiedere non solo il ricovero in ospedale, ma pure il trattamento in terapia intensiva.
Restando nell’ambito della città di Isernia, il conto è semplicissimo. All’ospedale Veneziale, il reparto di Rianimazione è molto efficiente e ben attrezzato. Ma è calibrato alle esigenze ‘ordinarie’ della provincia pentra. Sono sei i posti disponibili. E non sono tutti liberi, poiché alla terapia intensiva fanno ricorso anche pazienti ricoverati per altre patologie o in conseguenza di un grave trauma che può derivare da un evento improvviso, come un brutto incidente stradale.
È semplice comprendere che la rapidità del contagio da coronavirus potrebbe rendere necessari molti più posti di terapia intensiva di quelli che il sistema sanitario gestisce. Posti che non sono disponibili a Isernia, a Termoli e a Campobasso.
Questa la ragione fondamentale per cui il governo ha adottato una serie di misure, poi replicate da Regioni e Comuni, per limitare e possibilmente rallentare il contagio. È necessario, però, che tutti le rispettino. Ma proprio tutti.
In tal senso, ieri mattina il Comune di Isernia ha ribadito che «il Decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 4 marzo 2020, contenente misure riguardanti il contrasto e il contenimento del diffondersi del coronavirus, prevede il rispetto del “mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro”, distanza che va tenuta soprattutto nei luoghi, sia pubblici sia privati, che comportino affollamento di persone.
Nello specifico, si raccomanda ai gestori delle attività di ristorazione (pizzerie, bar, ristoranti ecc.) di contingentare l’ingresso degli avventori e di disporre tavoli e sedute in modo che sia rispettata la predetta distanza interpersonale, senza dimenticare che a disposizione dei clienti vanno messe soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani.
Si informa, inoltre, che la Polizia municipale sta monitorando a tal fine i locali pubblici, invitando i gestori al rispetto delle misure di contenimento del coronavirus».

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