Curatori speciali per minori e amministratori di sostegno, questi i profili professionali di matrice forense che verranno formati nel corso avviato ieri al tribunale di Larino, ma il coinvolgimenti di ordine degli avvocati, scuola forense frentana e magistrati ha inevitabilmente spostato l’attenzione sulla stretta attualità. Quella legata ovviamente al tema dei femminicidi e delle violenze di genere. La procuratrice Elvira Antonelli ha messo in rilievo come si sta cercando di mettere in rete ogni istituzione, come Asrem, mondo scolastico, ospedali, forze dell’ordine e avvocati, per creare un tessuto attraverso cui affrontare la materia della violenza di genere che necessita di una risposta corale, una coralità di intervento. «Sono fermamente convinta che la violenza sulle donne è una materia che vuole la coralità di intervento, abbiamo un numero molto alto di iscrizioni nel registro degli indagati per violenza domestica, molti per stalking, molti di meno per violenza sessuale, ma ahimè ci sono anche quelle, la paura è sempre la stessa, la paura è legata intanto alla carica di aggressività che questi reati portano da parte di chi li commette e quindi questo già fa paura a queste donne, poi c’è la paura di non essere credute, la paura di dover affrontare un percorso, che non è un percorso semplice».
Micaela Bruno, direttrice della scuola forense ribadisce che anche il Molise che sembra un’isola felice invece è sicuramente gravato da questi episodi. «La collaborazione, la cooperazione con questa Procura è molto forte. Dobbiamo assolutamente denunciare poiché la prima paura parte da quello, il primo momento per aiutare le persone in difficoltà è proprio consigliare di muoversi con le autorità, con le istituzioni che sono accanto e non le abbandonano». Infine, l’avvocato Domenico Porfido: «Non basta mai sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di raggiungere una reale parità di genere, un rispetto tra persone tra uomini e donne e all’interno della collettività tutta».

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