Nessuna irregolarità nel plafond documentale alla base della proposta del Rti Nidaco-Europea 92, che si è aggiudicato i lavori di realizzazione della ciclovia Adriatica. «Il Consiglio ritiene, nei termini di cui in motivazione che, nel caso in esame, l’operato della stazione appaltante, sia conforme al quadro normativo di riferimento». E’ il dispositivo della delibera numero 86 firmata dal presidente dell’Anac Giuseppe Busia, che vede con data protocollata di ieri mattina, esprimersi riguardo alla segnalazione all’Autorità nazionale anticorruzione sulla gara di appalto per la realizzazione della ciclovia Adriatica, il maxi-lotto finanziato con quasi 25 milioni di euro nell’ambito del Pnrr. Sul rilievo alla Nidaco, l’imprese, ha attivato nei termini previsti di almeno 30 giorni prima della data di scadenza dell’iscrizione nell’elenco White List della competente prefettura di Isernia, la propria richiesta di permanenza nell’elenco, garantendo così il possesso del requisito di iscrizione richiesto al momento della presentazione dell’offerta. A muovere rilievi sulla documentazione presentata dal raggruppamento d’imprese che si è aggiudicato i lavori è stata la compagine seconda classificata, che muoveva alcuni rilievi di ordine amministrativo, ma per l’Anac la stazione appaltante, rappresentata dal comune di Termoli, ha dimostrato di aver posto in essere le necessarie verifiche circa il possesso dei requisiti di carattere generale in capo all’aggiudicataria. L’opera collegherà il Molise a Puglia e Abruzzo in questa opera ritenuta strategica, nel percorso Marche-Puglia, di un tracciato che a regime vedrà una pista ciclabile unica che attraverserà tutto il versante Adriatico, da Trieste al Salento.

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