Un incontro atteso, franco e soprattutto utile. Perché quando una città torna ad appassionarsi al calcio e la squadra simbolo conquista con merito la Serie D, il confronto tra tifoseria e istituzioni diventa fondamentale. E quello andato in scena giovedì sera in Municipio tra i rappresentanti del tifo organizzato del Venafro Calcio e l’amministrazione comunale sembra aver prodotto un primo risultato importante: rassicurazioni concrete sull’omologazione del “Marchese Del Prete” e l’apertura, almeno sul piano politico, a una riflessione seria sulla realizzazione di un nuovo impianto sportivo.
All’incontro, tenutosi nel tardo pomeriggio del 14 maggio presso il Comune di Venafro, hanno preso parte il sindaco Alfredo Ricci e gli assessori Dario Ottaviano, Marco Valvola e Oscar Simeone, insieme a una delegazione del tifo organizzato rappresentata dai gruppi “Vecchia Guardia”, “Ultras 1982” e “Gioventù Venafrana”.
Decisiva la questione sul tavolo: il vecchio e malandato “Marchese Del Prete” sarà in grado di ospitare il prossimo campionato di Serie D? Una domanda legittima, soprattutto alla luce delle evidenti criticità strutturali di un impianto che da anni mostra tutti i segni del tempo e che appare ormai largamente inadeguato rispetto alle esigenze del calcio moderno.
Secondo quanto riferito dagli stessi gruppi organizzati in una nota stampa diffusa a margine dell’incontro, l’amministrazione avrebbe illustrato gli interventi necessari per ottenere l’idoneità dell’impianto: nuova recinzione, ristrutturazione degli spogliatoi, rifacimento dei bagni del settore ospiti, installazione di una nuova tribuna in carpenteria metallica e revisione dell’impianto di illuminazione. Lavori che, stando alle rassicurazioni fornite dal Comune, dovrebbero essere completati in tempo utile per consentire al Venafro di disputare regolarmente il campionato davanti al proprio pubblico.
Un segnale importante, accolto con favore dai tifosi, che hanno anche posto con decisione un tema non più rinviabile: il futuro dell’impiantistica sportiva cittadina. La richiesta avanzata al Municipio è chiara: iniziare a programmare concretamente la realizzazione di un nuovo stadio, possibilmente in un’altra area della città, superando definitivamente i limiti strutturali del “Marchese Del Prete”.
Sul punto il confronto assume un significato più ampio, andando oltre il semplice adeguamento richiesto dalla Serie D. Perché se da un lato è comprensibile che nell’immediato il Comune non possa fare miracoli, dall’altro è difficile ignorare il ritardo infrastrutturale accumulato da Venafro sul fronte sportivo.
Per la quarta città del Molise per numero di abitanti, il quadro appare oggettivamente deficitario: manca un campo di calcio moderno e funzionale, non esiste una pista d’atletica degna di questo nome, le strutture sportive risultano spesso insufficienti rispetto alle aspettative e alle potenzialità del territorio. A colmare parzialmente il vuoto restano le palestre scolastiche, certamente preziose ma non sufficienti a rispondere alla domanda crescente di sport, aggregazione e socialità.
Da questo punto di vista, il fatto che l’amministrazione Ricci abbia dichiarato di voler valutare seriamente l’ipotesi di un nuovo stadio rappresenta già un cambio di passo rispetto all’immobilismo percepito negli anni passati. Non un progetto imminente, certo, ma almeno l’avvio di una riflessione politica che fino a poco tempo fa sembrava quasi assente.
Investire nello sport significa investire nel futuro di una comunità. Significa offrire spazi ai giovani, creare occasioni di crescita, promuovere inclusione e senso di appartenenza. Esattamente come avviene quando si investe nella scuola, nei luoghi di aggregazione o nei servizi culturali. Non a caso, negli ultimi anni, l’amministrazione guidata dal giovane sindaco Alfredo Ricci ha mostrato particolare attenzione proprio verso l’edilizia scolastica, ottenendo risultati che possono essere considerati senza tema di smentita tra i più significativi della recente storia amministrativa venafrana.
Ora il calcio potrebbe diventare un nuovo banco di prova. La straordinaria promozione conquistata dalla società guidata da Nicandro e Roberto Patriciello, capace di riportare entusiasmo e orgoglio sportivo in città, rischia infatti di trasformarsi in un’occasione irripetibile. Il ritrovato amore di Venafro per il pallone potrebbe diventare il motore per accelerare scelte coraggiose e finalmente lungimiranti.
Perché non è in ballo soltanto il futuro di una squadra di calcio o una categoria conquistata sul campo. Sono in ballo le aspettative di un’intera comunità che ha bisogno di luoghi dove incontrarsi, crescere e condividere passioni. Le aspettative di tanti ragazzi che praticano sport, dei tifosi che la domenica si stringono attorno ai colori della propria città e persino di quei “diversamente giovani” che nel calcio continuano a trovare un momento di leggerezza e appartenenza.
La Serie D è arrivata. Adesso tocca all’amministrazione comunale provare a stare al passo. E soprattutto serve un campo che possa davvero chiamarsi tale. l.c.

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