Consumata fuori dall’Aula la polemica fra il Pd e il governatore Roberti sulla sanità, l’unica fiammata della seduta del Consiglio che ha visto l’approvazione a maggioranza della legge di Stabilità e del bilancio dell’Assise (quello complessivo della Regione sarà discusso e approvato venerdì) è stata tutta interna alle minoranze e in particolare al Movimento 5 stelle.
Intervenendo su uno degli emendamenti presentati insieme ai colleghi Primiani e Romano per quanto riguarda l’extrabudget per i pazienti extraregionali (da remunerare alle cliniche private solo quando le altre Regioni riconoscono il debito in compensazione, questa la proposta di base), emendamento poi bocciato dal centrodestra, Greco ha denunciato: «Sono stato abbandonato dal Movimento che dal 2018 rappresento come capogruppo». Nella battaglia ha invece trovato un partner, dal punto di vista politico e umano, nel leader di Costruire democrazia Roma. E il dargliene atto pubblicamente, in Assise, per molti ha rappresentato il primo passo per l’addio ai 5s e l’adesione al movimento, o quanto meno al gruppo, di Romano.
Dopo la discussione di numerose proposte delle minoranze, quasi tutte respinte, con 13 voti a favore e 3 contrari, nel tardo pomeriggio di ieri è arrivato il via libera alla legge di Stabilità. Tra le novità introdotte col maxi emendamento, il ripristino degli Iacp e la cancellazione dell’ente unico per l’edilizia residenziale Eres. Erano invece previste dal testo approvato dalla giunta l’abrogazione dell’Aast di Termoli e l’istituzione di una nuova Agenzia per il turismo, l’Agenzia Destinazione Molise. La legge di Stabilità autorizza anche un piano straordinario di assunzioni e agevolazioni per studenti e universitari per l’accesso al Trasporto pubblico locale.
«Se rimettiamo insieme tutti i pezzi di quanto accaduto in questa e nelle altre sedute, il mio voto contrario è deciso. Questa legge di Stabilità contiene provvedimenti deboli e in alcuni casi persino contraddittori. Una Regione con un disavanzo così significativo avrebbe dovuto dimostrare maggiore coraggio e coerenza nelle scelte», il commento del consigliere pentastellato Roberto Gravina. «Il ritorno agli Iacp è una restaurazione del passato. Non comprendo perché non sia stata mantenuta l’organizzazione monocratica prevista dalla normativa abrogata relativa all’Eres. Reintrodurre un Consiglio di amministrazione comporterà costi aggiuntivi, difficili da giustificare in una situazione di evidente fragilità finanziari, che ricadranno su chi abita in strutture di edilizia pubblica. È necessario – ha concluso – che questo governo regionale riveda scelte che rischiano di appesantire ulteriormente la gestione pubblica, senza alcuna logica di sviluppo».
Prima di aggiornare la seduta a venerdì, quando sarà valutato e approvato il bilancio della Regione, l’Assemblea di Palazzo D’Aimmo ha dato l’ok anche al documento previsionale dell’Assise.
ppm

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