Il centro storico di Campobasso ha bisogno di essere riconsiderato e valorizzato. Da queste premesse nasce la questione sottoposta all’attenzione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo dall’associazione Centro storico del capoluogo attraverso una lettera indirizzata al ministro Dario Franceschini.
La onlus da tempo ha per oggetto sociale la definizione e la realizzazione di un insieme di azioni finalizzate ad interventi per attuare un rilancio sociale ed economico del centro storico di Campobasso nel rispetto delle caratteristiche ambientali, culturali e storiche.
Una delle problematiche più evidenti, oltre allo stato di emarginazione in cui verte la zona, sta nella difficoltà che incontrano i visitatori nel raggiungimento dei poli museali.
L’associazione ha deciso dunque di far sentire la sua voce andando direttamente alla fonte con una missiva rivolta al ministro.
«Egregio Ministro, apprezziamo e condividiamo in pieno l’iniziativa “Giornate Europee del Patrimonio 2017” svoltasi il 23 e 24 settembre. Anche nella nostra città, Campobasso, si sono tenute diverse attività presso il museo provinciale Sannitico e il museo di Palazzo Pistilli, entrambi nel cuore del borgo medievale.
È importante sottolineare, però, che detti musei, che dovrebbero contaminare culturalmente tutto il borgo, sono emarginati dal contesto cittadino e arroccati alle pendici della collina Monforte.
Per raggiungerli, infatti, bisogna attraversare l’ingresso del borgo che non risulta appetibile come dovrebbe: la piazza trecentesca, infatti, è mortificata dalla presenza di fioriere, che la riducono ad un corridoio, e dal parcheggio selvaggio, poiché nessuna amministrazione cittadina ha avuto il coraggio di istituire una Ztl. Eppure limitare il traffico nel borgo è una cosa di fondamentale importanza, sia per la preservazione degli edifici storici, sia per la sicurezza visto che al di sotto di tutte le strade della città medioevale sono presenti ampi ambienti sotterranei non costruiti, ovviamente, per sostenere il peso di automezzi.
Si aggiunga, poi che, ormai da anni, nel centro storico di Campobasso non è applicato nessun piano del colore e né la Soprintendenza né l’Amministrazione comunale vigilano sulla effettiva cura degli edifici.
Perfino la pavimentazione del borgo, un tempo costituita interamente da pietre bianche, oggi è ridotta ad un puzzle composto da basolato, sanpietrini, asfalto e mattoni. Addirittura nei lavori controllati dalla Soprintendenza ci si ostina ad effettuare pavimentazioni con mattoncini rossi invece che con la pietra locale.
Benché la nostra associazione chieda da circa vent’anni alle varie amministrazioni di intervenire per restituire al borgo il rispetto e il ruolo che merita, nulla è mai stato fatto. Sebbene durante le campagne elettorali per le elezioni amministrative, puntualmente, il centro storico, con le sue torri e chiese, faccia da scenografia ai “santini” dei candidati, di fatto gli amministratori considerano il borgo “vecchio” e non antico e lo avvertono soltanto come un problema ignorandone le potenzialità.
Alla luce di queste brevi considerazioni la invitiamo a sollecitare le autorità locali, dal sindaco alla Sovrintendenza, ad una maggiore attenzione per il centro storico di Campobasso da concretizzarsi con una corretta applicazione delle norme per la salvaguardia dei beni culturali, con un regolare recupero e restauro di edifici ed ambienti nel rispetto dell’identità dei luoghi e con un migliore controllo del territorio.
Speriamo, infine, che, nel calendario dei suoi impegni, voglia prevedere una visita in Molise e nella città di Campobasso; in questa occasione saremo lieti di incontrarla e di accompagnarla in una visita guidata».

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