Si chiama ‘Cup unico Regione Molise e governo delle liste d’attesa’. È il progetto che mira a creare un sistema unico a valenza regionale per la gestione dell’accesso a tutte le prestazioni sanitarie ‘prenotabili’ e prevede la realizzazione di un servizio di call center sanitario per l’accesso alla piattaforma informatica e la disponibilità di un sistema informatico centralizzato.
I 5 Stelle denunciano: Molise Dati «ancora una volta bistrattata e bypassata per favorire l’affidamento diretto, a discapito della normativa regionale, delle regole della trasparenza e, probabilmente, della normativa sull’anticorruzione».
Sul progetto i portavoce Antonio Federico e Patrizia Manzo hanno presentato un’interrogazione.
«Già in aprile del 2015, attraverso un altro atto ispettivo, avevamo avanzato dubbi sulla regolarità di alcuni affidamenti diretti di prestazioni riguardanti l’informatizzazione dei servizi e degli uffici regionali, nonostante – sottolineano dal Movimento – le specifiche disposizioni normative vigenti e quelle relative alla convenzione in corso con la società in house Molise Dati spa». Anche la Corte dei conti ha avanzato rilievi. «Tante le perplessità venute fuori in questi anni, che hanno a che fare con software comprati e inspiegabilmente fermi alla Centrale unica di committenza, con il pacchetto informatico ‘Contabilità’ inefficiente, con il protocollo informatico spesso non funzionante e con tante altre situazioni che hanno visto spesso Molise Dati, con i suoi dipendenti, “mettere pezze” più che partecipare in prima persona».
M5S difende la Spa, anzi accusa la gestione Frattura di aver prodotto «aggravi sulle casse pubbliche e non certo risparmi come ha voluto far credere il governatore».
Nel caso del Cup, prosegue M5S, «era la Molise Dati stessa ad avere rapporti contrattuali con la società Buccivoice srl, la quale presta ancor oggi il servizio di call center sanitario, dopo le tre proroghe contrattuali da parte della Regione in attesa del bando in questione». Ulteriore criticità i grillini, infine, la ravvisano nella «mancata pubblicazione da parte del direttore generale per la Salute del progetto di fattibilità tecnica ed economica e dello schema di convenzione Regione-Asrem, nei tempi previsti, aspetti che crediamo possano aver disatteso le regole della trasparenza e delle norme anticorruzione».

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