Anche nel 2023 per i contribuenti campobassani sono previsti rincari per la tassa sui rifiuti. Il Consiglio di Palazzo San Giorgio ha infatti approvato nell’ultima seduta le nuove tariffe Tari con 17 voti favorevoli (la maggioranza pentastellata), 9 contrari (gli esponenti di Pd, Sinistra per Campobasso, Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, È Ora e Popolari per l’Italia) e un astenuto.
La tariffa, come da prassi, è composta da una quota fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio di gestione dei rifiuti, riferite in particolare agli investimenti per le opere, ed ai relativi ammortamenti, e da una quota variabile, rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio.
Dunque, in attesa che il servizio di raccolta differenziata sia completato e raggiunga il centro murattiano (Sea e assessore all’Ambiente assicurano entro i prossimi mesi, ndr) la determinazione delle tariffe del tributo deve garantire la copertura integrale dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani, anche in relazione al piano economico finanziario degli interventi relativi al servizio, considerando anche gli obiettivi di miglioramento della produttività e della qualità del servizio fornito, il tasso di inflazione programmato, e deve rispettare l’ammontare tariffario massimo determinato nel piano economico finanziario.
Che tradotto in numeri è pari a 8.260.713 euro: questo il costo totale da finanziare mediante tariffa per l’anno 2023 stimato dal Comune.
Per fare un esempio, per un’utenza domestica di 100 metri quadri (ma il costo varia se la metratura è inferiore o superiore) con un solo componente la tariffa è di 145,20 euro, il 2,6% in più rispetto allo scorso anno quando la rata era di 141,38 euro. Per un abitazione con due componenti la tariffa sale dai 218,09 euro del 2022 ai 226,36 euro di quest’anno, con un aumento del 3,6%.
Un’utenza di tre componenti dovrà versare 275,65 euro, mentre nel 2022 la tariffa era di 264 euro (+4,4%).
Per una famiglia di quattro persone, prendendo sempre come riferimento un’abitazione di 100 metri quadri, si arriverà a pagare 313,12 euro, rispetto ai 299,13 dell’anno scorso, con un rincaro del 4,4%. Per un nucleo di 5 componenti la spesa per la tari arriva a 361,83 euro, con un aumento del 4,8%, con 6 componenti si sfiorano i 380 euro.
Fissate anche le tariffe per le utenze non domestiche, ovvero le attività commerciali, ristoranti, bar, locali musei, biblioteche, uffici ecc. Qui la rata varia in base alla tipologia dell’utenza e alla tipologia dei rifiuti prodotti, ma anche in questo caso sono stati applicati degli aumenti.

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