Attimi di tensione ieri mattina quando, anche nel carcere di Campobasso, alcuni detenuti hanno dato il via ad una protesta contro le restrizioni disposte dal Governo per fronteggiare l’emergenza riguardante il Covid-19.
Intorno alle ore 10 residenti e commercianti della zona hanno notato una copiosa colonna di fumo nero sollevarsi dal tetto della struttura.
In una delle sezioni, infatti, alcuni detenuti avevano incendiato dei vecchi materassi presenti all’interno della struttura.
Sul posto Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza e Vigili del fuoco. Il principio d’incendio per fortuna era già stato domato dal personale interno. Le forze dell’ordine hanno immediatamente predisposto una serie di posti di blocco lungo il perimetro dell’istituto per scongiurare eventuali fughe, come avvenuto lunedì scorso a Foggia. Durante gli interventi il traffico verso via Cavour è stato deviato su strade alternative.
Fortunatamente l’emergenza è rientrata nel giro di poche ore. Sul posto anche la direttrice del carcere Rosa La Ginestra che ha descritto l’accaduto come un’innocua forma di protesta: «La rivolta è pacifica – ha sottolineato la direttrice – ovviamente c’è un senso di disagio all’interno della struttura perché i detenuti temono per la propria incolumità, come tutti. Loro sono in un ambiente chiuso, quindi è chiaro che hanno paura, forse più degli altri, che accada qualcosa. Ma al momento non si evidenziano altre criticità».
Una rivolta quella di ieri che nasce sulla scia delle numerose proteste che si stanno verificando in tutta Italia negli ultimi giorni. Anche a Isernia, lunedì sera, i reclusi hanno messo a soqquadro i locali della struttura per protestare contro le misure del decreto del premier Conte.
«I detenuti hanno paura – ha ribadito la comandante della polizia penitenziaria Roberta Calcutta -, sentono parlare di quanto avviene nel resto d’Italia e naturalmente si associano alla protesta. Per fortuna la situazione è subito rientrata. Li abbiamo tranquillizzati, spiegando loro che avranno la possibilità di contattare i propri familiari attraverso Skype e con un maggior numero di telefonate».
Sul caso è intervenuta anche l’associazione Antigone Molise che in una nota ha espresso la sua soddisfazione circa l’immediata risoluzione dei disordini: «Riguardo alle recenti problematiche in atto presso le case di reclusione del Molise un grande obiettivo è stato raggiunto grazie al coordinamento corale di Antigone Molise e del garante regionale del Molise. La direzione del carcere di Campobasso – si legge nella nota – ha infatti disposto che le persone detenute potranno comunicare con i propri familiari tramite Skype! Questo protocollo di certo contribuirà ad arginare l’ansia e le preoccupazioni che tutti i detenuti ed i loro familiari sopportano in questo momento di così alta attenzione verso l’incolumità sanitaria di tutti coloro che vivono e lavorano all’interno degli istituti di reclusione».
Intanto prosegue la caccia all’uomo da parte delle forze dell’ordine sull’intero territorio regionale degli oltre 20 detenuti evasi dal carcere di Foggia. Uno di loro, Cristian Rendina, 35enne di San Severo, è stato catturato in territorio molisano e tradotto nel carcere di Larino.

sl

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