Una vittoria politica sicuramente. Ma soprattutto la necessità di formulare proposte concrete in un momento di emergenza, da anteporre alle polemiche, alle accuse e alla ricerca del colpevole.
L’ordine del giorno sulla sanità proposto dal Pd, approvato mercoledì in Consiglio, risponde a queste esigenze: trovare soluzioni per superare l’emergenza Covid e sopperire alle carenze del Cardarelli in questa fase delicata. Il documento è stato elaborato anche grazie ai suggerimenti di altri amministratori locali che, invece di firmare una lettera di protesta da indirizzare alla Regione, hanno preferito mettere nero su bianco proposte realizzabili in poco tempo per frenare la corsa del virus e venire incontro alle esigenze dei malati, Covid e non.
I quattro consiglieri dem di Palazzo San Giorgio hanno rimarcato l’importanza del risultato ottenuto in Aula durante una conferenza stampa ieri mattina, davanti alla sede della facoltà di Medicina dell’Unimol.
«Sono soddisfatto dell’approvazione del documento – ha evidenziato Trivisonno – ma anche delle realizzazione di un lavoro politico fatto con il territorio.
È un punto di partenza, c’è ancora molto da fare ma non è il momento di fare polemiche, bensì di dare una mano. Non abbiamo parlato di princìpi, ma cose concrete e l’appoggio dei 5 stelle e di una parte del centrodestra è la testimonianza che la salute e l’emergenza Covid non possono essere temi di partito. Una emergenza raccontata sì dai numeri – contagi alle stelle, record di decessi, reparti in sofferenza – ma anche dalla percezione dei cittadini che sono spaventato e non vedono una prospettiva.
Ecco, la nostra missione, quella di tutti gli amministratori è avere cura dei propri cittadini».
Le proposte sono state inviate al governatore Toma, al ministro Speranza, ai commissari ad acta, al dg Asrem Florenzano, insomma a tutti gli attori della Sanità.
«Sono proposte che chiediamo vengano attuate subito – incalza Alessandra Salvatore – le persone stanno morendo. Abbiamo il reparto di Malattie infettive completamente satura, la terapia intensiva non fruibile agli altri pazienti non Covid: oggi dobbiamo necessariamente incrementare i posti letto, le strumentazioni già ci sono. Mentre per i pazienti gravi non Covid c’è la Cattolica, come già previsto in convenzione. È arrivato il momento che il privato supporti il pubblico in questa fase di emergenza».
«Siamo in condizione di pericolo giornaliero – rimarca Bibiana Chierchia – è una questione di sopravvivenza. Purtroppo siamo all’emergenza dell’emergenza, domani è già tardi! Lo dicono le famiglie che hanno perso un loro caro».
«Non è la prima volta che il Consiglio sollecita a prendere una posizione sulla sanità – ha concluso Battista – lo abbiamo fatto anche prima del Covid. Chiediamo alle altre istituzioni a svegliarsi, perché la mancata ricerca del personale e degli spazi che ha caratterizzato questi mesi ci preoccupa e non poco».
Al documento – che, tra le priorità, propone l’utilizzo dei posti di terapia intensiva del Gemelli per l’invio dei pazienti gravi non Covid stabilizzati al Cardarelli, se impossibilitati a ricevere in sicurezza cure presso il nosocomio di Campobasso e di utilizzare immediatamente, in attesa della operatività di più idonea struttura Covid dedicata, gli spazi esistenti presso l’ospedale Cardarelli e convertibili, in pochissimo tempo, in posti di terapia intensiva e semi-intensiva Covid (anche gli stessi spazi degli Ambulatori, da trasferire altrove), così da consentire agli altri nosocomi regionali di liberarsi dal carico dovuto allo stazionamento di pazienti affetti da Covid – hanno aderito i sindaci di Bojano, Castropignano,Guardiaregia, Jelsi, Molise, Pietracatella,Pietracupa, Riccia, Roccavivara, San Pietro Avellana, Vinchiaturo, Ripalimosani e i consiglieri di minoranza di Monagano e Petacciato.

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