Inquinamento e contromisure ancora al centro del dibattito. Questa volta ad intervenire è la Prefettura di Isernia che ha inteso fornire alcune «precisazioni» sull’ordinanza di deviazione del traffico pesante dal centro abitato di Venafro.
Dalla sede dell’Ufficio territoriale di governo è stato reso noto o meglio ribadito come «il provvedimento si basa sugli ultimi dati ufficiali concernenti i valori del Pm10 disponibili al momento dell’emanazione dello stesso, cioè quelli relativi al 2015. Tali dati, forniti dall’Arpa, dimostrano chiaramente che in tale anno i superamenti della concentrazione limite media giornaliera registrati dalla stazione di monitoraggio Venafro 1, cioè quella ubicata su via Colonia Giulia, sono stati molto superiori a quelli rilevati dalla stazione Venafro 2, cioè quella installata su via Campania; basti citare, in proposito, il dato più recente del 23 dicembre 2015, secondo cui i suddetti superamenti sono stati, rispettivamente, 35 per Venafro 1 e 20 per Venafro 2, cioè l’inquinamento registrato su via Colonia Giulia è circa il doppio di quello rilevato su via Campania».
La Prefettura ha precisato inoltre che «l’ordinanza si è basata anche sul decreto numero 19, in data 27.2.2017, del presidente della Regione Molise, ente preposto alla salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica e dal quale dipendono l’Arpa e l’Asrem, secondo cui “il centro abitato della città di Venafro presenta forti criticità ambientali riconducibili soprattutto al traffico di veicoli commerciali che costituiscono la principale fonte di inquinamento per l’emissione di polveri sottili”. Ed è proprio tale decreto, come noto, che ha delegato il prefetto di Isernia ad adottare l’ordinanza in questione che è stata emanata anche in considerazione dei pareri espressi dal Ministero dell’Ambiente e dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, secondo cui in caso di superamento dei valori limite di qualità dell’aria è doveroso intervenire con provvedimenti che riconducano tali valori entro i limiti di legge».
La Prefettura sottolinea poi che, «come si legge espressamente nell’ordinanza, quest’ultima è stata emanata nella consapevolezza che esistono anche altre fonti di inquinamento della piana di Venafro, come il cementificio di Sesto Campano e l’inceneritore di rifiuti di Pozzilli, sulle quali tuttavia la Prefettura non ha competenza ad intervenire».
Inoltre, dagli uffici di via Kennedy ad Isernia è stato fatto rilevare che i contenuti dell’ordinanza sono stati unanimemente condivisi, in occasione dell’apposita riunione tenutasi in Prefettura a fine novembre, da tutte le istituzioni competenti, «compresa l’Arpa, che avrebbe ovviamente espresso diverso avviso se i dati del 2016 avessero clamorosamente capovolto quelli del 2015».
Insomma, «lungi dall’essere “smentita” dai dati delle centraline Venafro 1 e Venafro 2, l’ordinanza si basa inconfutabilmente proprio sui dati forniti dall’Arpa».

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