Il punto critico è pure un’auspicata ripartenza, una svolta da cogliere nel 2015. I partiti più piccoli della coalizione che guida il Molise dal 2013 tracciano il bilancio e sentenziano: non c’è o non si vede la discontinuità con gli anni dell’era Iorio. Perciò, rimarcano, in Regione le cose devono cambiare.
Aut aut dei segretari dei partiti della sinistra al governatore Frattura. Un primo avviso qualche settimana fa, poi un confronto con il presidente. Che aveva condiviso i rilievi, raccontano oggi i capi dei ‘partitini’. Ma sulla sanità, le vertenze, in generale sul metodo con cui la maggioranza nel Palazzo prende le decisioni – e cioè senza condividerle coi partiti – da allora nulla è cambiato, registrano. Per cui venerdì Psi, Sel, PdCI, Centro democratico e Guerriero Sannita stileranno un ‘contro-decalogo’ (alternativo, cioè, a quello sottoscritto e pubblicizzato da Frattura e dal senatore Pd Ruta). Quello il programma sui cui impegneranno il governatore e i suoi in giunta e in Consiglio. E che dovrà vedere la sinistra protagonista in giunta. Se non vi sarà un seguito, “agiremo di conseguenza” sintetizza il coordinatore di Sel Gigino D’Angelo.
Sullo sfondo dell’iniziativa anche la possibilità di disegnare un quadro nuovo, ma questo è il terreno più squisitamente politico. Quanto allo specifico regionale, il consuntivo di questi due anni e il piano per il futuro – secondo i segretari che si sono visti lunedì sera nella sede socialista in via Cavour a Campobasso – hanno bisogno di discontinuità e politiche di rilancio per il Molise. Per esempio, Giovanni Muccio (Guerriero Sannita) conta le consulenze assegnate: in un anno un centinaio di contratti, Pd e Idv in campagna elettorale si scagliavano contro il metodo Iorio – sottolinea – salvo poi non discostarsene nella pratica.
Sui temi concreti, il contro-decalogo conterrà proposte concrete. Sulla Gam, per dire, “al di là delle tante cose che si dicono la situazione è drammatica. Vogliamo conoscere il piano di questo imprenditore, capire cosa ha in mente di fare la Regione, condividere e proporre alternative” sottolinea D’Angelo. Così per la sanità. Loro chiedono da tempo un riequilibrio a favore del pubblico che poi è finito anche nel decalogo Frattura-Ruta. A parte il decreto 37 (i posti letto alla Fondazione Pavone di Salcito del gruppo Neuromed) di cui è stata annunciata la revoca, ai capi dei partiti di sinistra non è sfuggita la nomina di Riccardo Tamburro a project manager dei piani operativi della sanità. Dirigente dell’assessorato alla Salute, “persona perbene” – precisa il coordinatore di Sel – ma anche impegnato in politica. E impegnato in Rialzati Molise, movimento alleato e vicino all’eurodeputato Patriciello. Peraltro, i partiti l’hanno saputo dai giornali. Così come non sono stati coinvolti nella stesura del bilancio, “un errore” dice D’Angelo. Ancora, il tema del Parco del Matese da collegare ad uno sviluppo dell’area orientato all’agricoltura di qualità. Ci saranno richieste nel contro-decalogo. Ci saranno proposte. E l’istanza di rappresentanza della sinistra nei posti di governo. Un assessorato, uno dei quattro che Frattura ha, per Statuto, a disposizione.
Il toto-nomi si è già scatenato. Pare parta favorito il segretario del Psi Marcello Miniscalco. La scelta sarebbe anche una sorta di ‘risarcimento’: il suo nome venne cancellato dal listino di Frattura a causa di una vecchia condanna per cui non aveva completato il procedimento della riabilitazione. Prima vittima delle nuove norme della legge Severino. Ma anche Gigino D’Angelo gioca le sue carte, Sel è un partito centrale nella ricostruzione della sinistra che il terremoto Renzi ha accelerato. Il programma sarà unitario, così anche la proposta del nome, assicura lo stesso D’Angelo: “Non ci divideremo su questo. Ma la priorità è spostare l’asse delle politiche del centrosinistra al governo, altrimenti chiunque andasse a rappresentare la sinistra potrebbe fare poco”. Interno (consigliere regionale), esterno o donna. L’identikit spazia a 360 gradi.























