Ha un nome importante: Giovanni Leone. Infermiere, in servizio al 118 di Isernia da tempo, oltre all’omonimia con un Presidente della Repubblica, da ieri ha un tratto distintivo in più. È uno dei 20 operatori sanitari del Molise che per primi si sono sottoposti alla vaccinazione anti Covid, con il farmaco della Pfizer, al Cardarelli di Campobasso. Ed è l’unico, della tranche di ieri, della provincia di Isernia.
«Quando me lo hanno proposto, ho accettato subito e in maniera spontanea. È stato emozionante, poi, una volta al Cardarelli realizzare di essere fra i primi in Italia e in Europa. Vedere arrivare l’Esercito con le fiale, le forze dell’ordine. Volevo dare un segnale, una dimostrazione di senso di responsabilità», racconta un paio d’ore dopo la puntura nella stanza di nefrologia a Tappino.
Come gli altri suoi colleghi, ha dovuto dare il consenso informato. Un medico allergologo gli ha posto alcune domande prima della somministrazione. Dopo, invece, è rimasto una quindicina di minuti in osservazione, in caso di reazioni avverse che non ci sono state.
«Mi sono reso conto che è una cosa epocale. Dopo mesi di lavoro duro in prima linea. Durante la prima ondata, quando c’era il lockdown, eravamo spaventati da quel che stava accadendo al Nord. La seconda ondata, poi, ci ha travolto in pieno. Ancora adesso la situazione è difficile», dice ancora Giovanni Leone.
Che non si sente un eroe, ci tiene a sottolineare. «Non sono un eroe, ma una persona con senso di responsabilità. Volevo dare questo segnale anche ai miei colleghi e ai medici. Che sono titubanti, è vero. Ci sono dubbi. Io dico che non bisogna farsi condizionare anche da informazioni imprecise che girano sui social. Ripeto, io ho detto subito di sì. Per me è stata una cosa spontanea».
Non un eroe, ma un infermiere, un operatore della sanità che agisce con grande responsabilità. Qualche altra ora di riposo, conferma concludendo la chiacchierata con Primo Piano, e poi al lavoro. «Ho il turno di notte…». Ai dispositivi e all’accortezza che finora hanno contraddistinto il suo modo di lavorare, a fare il turno in 118 può portare adesso un’arma in più. Come per gli altri, fra una ventina di giorni il richiamo. E il completamento di una scommessa epocale: debellare il Covid.

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