E’ stato assolto Antonio Pinelli, l’unico imputato nel processo sulla morte del cugino, Alessio Masella. Il giovane venne rinvenuto cadavere il 27 agosto del 1999 in un casolare nelle campagne di Roccamandolfi. In quel casolare venne appiccato un incendio e, quando venne domato, in un angolo fu scoperto il corpo di una persona: era quello di Masella. Un giallo durato anni quello legato al decesso del giovane. La famiglia ha sempre asserito che si trattasse di un omicidio, ma la tesi della procura di Isernia era stata un’altra. In quattordici anni di indagini sono stati numerosi i colpi di scena. E i procedimenti davanti ai magistrati. Dopo una prima assoluzione davanti al giudice di primo grado del cugino, la storia era finita in secondo (la procura generale aveva proposto appello). A questo punto erano state sollevate una serie di nullità che avevano catapultato il fascicolo davanti alla Cassazione, chiamata a decidere sul fatto che le eccezioni sollevate in un primo momento fossero giuste o meno. I giudici di terzo grado avevano azzerato di nuovo tutto, facendo ripartire il procedimento dal gup. Che questo pomeriggio ha deciso per l’assoluzione. La famiglia di Masella, però, ha deciso di andare avanti e di chiedere alla procura generale un nuovo appello alla sentenza.






















