Venerdì 20 gennaio alle ore 18 alla Casa del Popolo di Campobasso “Verità e giustizia per Mario Paciolla”, incontro con i genitori del giovane funzionario Onu assassinato in Colombia il 15 luglio 2020.
«Mario Paciolla, 33 anni, napoletano, lavorava come funzionario di campo nella Missione Onu di Verifica degli Accordi di Pace tra il Governo Colombiano e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC-EP) – spiega in una nota Casa del popolo -, quando il 15 luglio 2020 fu ritrovato privo di vita nella sua abitazione a San Vicente del Caguán (Colombia).
Il caso venne frettolosamente catalogato dall’Onu come suicidio, ma le evidenze emerse in questi anni dalle inchieste giornalistiche e dall’autopsia italiana dimostrano come si sia trattato di omicidio.
Un truce assassinio che rimane senza giustizia. Sconcertante non è solo il silenzio dell’Onu, ma anche la richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla morte da parte della Procura di Roma, presentata lo scorso 19 ottobre.
Casa del Popolo si unisce alla scorta civica di associazioni, comuni e privati cittadini che sempre più numerosi si stanno adoperando nella campagna di verità e giustizia per la morte del nostro connazionale, nella convinzione che solo mantenendo accesa l’attenzione sulla vicenda si possa fare pressione sulle istituzioni per la risoluzione del caso.
Venerdì 20 gennaio alle ore 18 ascolteremo la testimonianza di Anna Motta e Pino Paciolla, genitori di Mario, e dell’avvocato Alessandra Ballerini che durante il XIV Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli lo scorso novembre, ha ricordato che “è la memoria attiva quello che noi possiamo restituire ai difensori dei diritti umani” e lottare per il diritto alla verità – conclude Casa del popolo -è lottare per tutti noi».
Per i genitori di Mario non è la prima volta in Molise. Nel luglio 2021, infatti, l’Amministrazione comunale di Campobasso ha voluto accoglierli in città dopo aver aderito alla campagna “Giustizia per Mario Paciolla” e alla rete dei Comuni a sostegno del cooperante ucciso per far conoscere anche ai cittadini di Campobasso la tragica storia che ha coinvolto il proprio figlio.

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